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Crioconservazione

SEZIONE MEDICI

Le presenti linee di consenso, stabilite dopo una consensus conference a cui il Cecos ha partecipato, sono state realizzate da un gruppo di specialisti, esperti nel campo della crioconservazione dei gameti maschili, appartenenti a varie SocietĂ  Scientifiche, coinvolte nel campo della fisiopatologia della riproduzione.

Linee guida sulla crioconservazione del seme in pdf

SEZIONE PAZIENTI

sempre fertileSe il tuo medico di fiducia, o il tuo specialista, ti ha consigliato di effettuare la crioconservazione degli spermatozoi, (gameti maschili) o degli ovociti (gameti femminili) ai fini di preservare la tua sterilitĂ  , puoi rivolgerti presso un centro Cecos piĂą vicino alla cittĂ  in cui risiedi.

A tal fine ti invitiamo a consultare sul nostro sito, le nostre  pagine relative ai centri Cecos. Troverai indirizzi e numeri di telefono per metterti in contatto con i nostri specialisti ed avere  informazioni piĂą precise.

Molti dei tumori che si manifestano in bambini e in giovani adulti sono oggi curabili. Anche alcune malattie non tumorali vengono oggi trattate con la chemioterapia. Talvolta può però succedere che il trattamento stesso renda un individuo sterile, sia per la rimozione chirurgica dei testicoli sia per il danno alle cellule germinali come risultato della terapia farmacologia.

Preoccuparsi dell’aspetto riproduttivo è un segno che si crede nella tua guarigione e che ci si preoccupa della futura qualità della tua vita.

Sempre fertile.... per chi ne vuole sapere di piĂą

DOMANDE RICORRENTI:

Come funziona il testicolo?

Al momento della pubertà i livelli di due ormoni (FSH e LH) salgono rapidamente, stimolando in questo modo la produzione di spermatozoi da parte delle cellule fino ad allora presenti nel testicolo, ma non funzionanti. L’eiaculato di un uomo fertile contiene milioni di spermatozoi mobili. La fertilità tuttavia non è legata solo a un numero minimo di spermatozoi, ma anche alla loro morfologia e motilità.

Come interferiscono le terapie antitumorali con la fertilitĂ ?

Tutte le terapie usate per il trattamento del cancro e di alcune malattie- cioè la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia  - sono potenzialmente dannose alla produzione di spermatozoi nell’uomo. Questo effetto però è variabile e dipende da tipo di trattamento terapeutico, dalla dose utilizzata, dall’etĂ   del paziente e dal tipo di cancro.

Per esempio, la chemioterapia utilizzata in caso di cancro del testicolo provoca a breve termine la diminuzione degli spermatozoi fino alla loro completa scomparsa degli spermatozoi in quasi tutti i pazienti trattati. Dopo la fine del trattamento, tuttavia molti pazienti recuperano la fertilità. La chemioterapia ad alte dosi o la irradiazione totale richiesta in caso di trapianto di midollo è associata quasi sempre al danno irreversibile della funzione testicolare.
E’ importante anche il tipo di tumore diagnosticato: i pazienti con linfoma di HodgKin o con il tumore testicolare, per esempio, sono quelli che hanno la migliore aspettativa di vita (80% - 85% dopo 5 anni) ma sono anche quelli, paradossalmente, con la fertilità più a rischio per il tipo di farmaci utilizzati.

Ma allora io sarò sterile?

Poche settimane dopo la chemioterapia circa il 90% dei pazienti è azoospermico (cioè non ha spermatozoi nell’eiaculato) al 20% al 50% recupera però la capacità di produrre spermatozoi dopo due/tre anni dalla fine della terapia. Nonostante che l’effetto tossico del trattamento dipenda dal tipo di farmaco, dalla dose e dal numero di cicli effettuati, è impossibile prevedere chi riavrà una produzione normale di spermatozoi e chi invece rimarrà azoospermico. Potrebbe essere importante quindi conservare qualche campione del proprio sperma.

Cos’è l’autoconservazione dello sperma?

E’ la possibilità di conservare i propri spermatozoi in appositi contenitori posti presso Centri specializzati, sfruttando la capacità che hanno queste cellule di sopravvivere al congelamento in azoto liquido, a – 196°C. Una volta scongelati, gli spermatozoi hanno la capacità di riprendere la loro funzione ed il loro movimento.

Perché richiederla?

La crioconservazione dello sperma prima del trattamento assicura  la possibilitĂ  – dopo la malattia e in caso di danni irreversibili alla produzione di spermatozoi – di avere un figlio.

Mantenere il proprio potenziale riproduttivo può non essere il problema principale in questo momento , ma avere un figlio potrà, in futuro costituire un tuo desiderio.

E’ dimostrato che l’autoconservazione dello sperma prima del trattamento migliora le prospettive di fertilità del 55 % dei pazienti.

Come si fa?

E’ molto semplice. Il campione di sperma che si desidera conservare viene valutato per il numero di spermatozoi e per la motilitĂ ; viene opportunamente trattato, frazionato poi in piccole aliquote che vengono congelate in sottili cannucce (“paillettes”) di plastica. Le paillettes vengono mantenute stabilmente in azoto liquido, a  - 196°C.

Può essere conservato anche un unico campione seminale, se fosse necessario cominciare immediatamente la terapia antiblastica. In ogni caso, il congelamento non si effettua mai nei tre mesi successivi alla chemioterapia o radioterapia, per il rischio che gli spermatozoi abbiano subito danni al patrimonio genetico.

E se il mio sperma non fosse ottimale?

Può essere conservato qualsiasi campione di sperma che contenga spermatozoi mobili. L’evoluzione delle tecniche di fecondazione assistita – specialmente con la micromanipolazione – consente l’utilizzo anche di campioni seminali con pochissimi spermatozoi: conviene quindi sempre procedere all’autoconservazione.

E per le donne?

Anche per le donne esiste il rischio del danno o della cessazione completa della funzione ovarica in seguito a trattamenti che mio o radioterapici. Le ovaie delle donne sono tuttavia più difficilmente accessibili e sono più complicate le procedure per aiutarle a mantenere la loro fertilità. In questi anni si stanno però facendo grandi passi avanti nella messa a punto di tecniche adeguate, come per esempio la crioconservazione degli ovociti.

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